Nuove agevolazioni a favore delle attività commerciali

Specialisti in comune

Nuove agevolazioni a favore delle attività commerciali

L’agevolazione – L’articolo 30-ter del Decreto “Crescita” (D.L. n. 34/2019, convertito in L. n. 58/2019) prevede la concessione di un contributo specifico in favore dei soggetti che procedano all’ampliamento o alla riapertura di esercizi commerciali chiusi da almeno 6 mesi e situati in Comuni con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.
Entità del contributo – L’importo di ciascun contributo è determinato dal responsabile dell’ufficio tributi del Comune in misura proporzionale al numero dei mesi di apertura dell’esercizio nel quadriennio considerato, che non può comunque essere inferiore a sei mesi. L’entità massima del contributo stesso sarà commisurata alla somma dei tributi comunali dovuti e pagati dall’esercente nell’anno precedente a quello in cui viene presentata la richiesta di concessione.
Settori merceologici ammessi – Le attività ammesse a beneficiare dell’agevolazione prevista comprendono i settori dell’artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e del tempo libero, di commercio al dettaglio, limitatamente agli esercizi di vicinato ed alle medie strutture e di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico.
Settori esclusi – Sono escluse le attività di compro oro, le sale per scommesse e quelle che detengono apparecchi di intrattenimento previsti dall’art. 110, comma 6, lett. a) e b) TULPS
Decorrenza e durata del contributo – Il contributo è riconosciuto con riferimento alle richieste presentate dal 1° gennaio al 28 febbraio di ciascun anno, con decorrenza dal 2020, nonché per il successivo triennio.
Domande – Le richieste per usufruire delle agevolazioni dovranno essere redatte su apposito modello predisposto dal Comune e corredate da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti prescritti dalla norma.
Erogazione dei contributi – Il Comune concederà i contributi richiesti nell’ordine di presentazione delle richieste e fino all’esaurimento delle risorse iscritte nel bilancio comunale.
Imputazione a bilancio – I contributi sono finanziati dallo Stato che provvederà ad erogare ai Comuni la somma di 5 milioni per il 2020, di 10 milioni per il 2021, di 13 milioni per il 2022 e di 20 milioni dal 2023. Il riparto di tali fondi tra i Comuni sarà effettuato sulla base di un DM Interno-Economia e Finanze sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali.
I Comuni pertanto provvederanno ad iscrivere nel bilancio di previsione 2020-2022 uno specifico capitolo di entrata nel quale confluiranno i contributi statali ed il corrispondente capitolo di uscita sul quale verranno imputati i contributi concessi.

Specialisti in Comune
12.07.2019

DECRETO LEGGE 30 aprile 2019, n.34
Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.
Convertito con modificazioni, in L. 28 giugno 2019, n.58 (GU n.151 del 29.6.2019 – S.O. n. 26 )
(…)
Art. 30-ter. – (Agevolazioni per la promozione dell’economia locale mediante la riapertura e l’ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi)
1. Il presente articolo disciplina la concessione di agevolazioni in favore dei soggetti, esercenti attività nei settori di cui al comma 2, che procedono all’ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi, situati nei territori di comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti. Le disposizioni del presente articolo non costituiscono in alcun caso deroga alla disciplina prevista dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e dalle leggi regionali in materia di commercio al dettaglio.
2. Sono ammesse a fruire delle agevolazioni previste dal presente articolo le iniziative finalizzate alla riapertura di esercizi operanti nei seguenti settori: artigianato, turismo, fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero, nonché commercio al dettaglio, limitatamente agli esercizi di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d) ed e), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, compresa la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico.
3. Sono comunque escluse dalle agevolazioni previste dal presente articolo l’attività di compro oro, definita ai sensi del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 92, nonché le sale per scommesse o che detengono al loro interno apparecchi da intrattenimento previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
4. Sono inoltre esclusi dalle agevolazioni previste dal presente articolo i subentri, a qualunque titolo, in attività già esistenti precedentemente interrotte. Sono altresì escluse dalle agevolazioni previste dal presente articolo le aperture di nuove attività e le riaperture, conseguenti a cessione di un’attività preesistente da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza o, comunque, di un soggetto, anche costituito in forma societaria, che sia ad esso direttamente o indirettamente riconducibile.
5. Le agevolazioni previste dal presente articolo consistono nell’erogazione di contributi per l’anno nel quale avviene l’apertura o l’ampliamento degli esercizi di cui al comma 2 e per i tre anni successivi. La misura del contributo di cui al periodo precedente è rapportata alla somma dei tributi comunali dovuti dall’esercente e regolarmente pagati nell’anno precedente a quello nel quale è presentata la richiesta di concessione, fino al 100 per cento dell’importo, secondo quanto stabilito dal comma 9.
6. I comuni di cui al comma 1 istituiscono, nell’ambito del proprio bilancio, un fondo da destinare alla concessione dei contributi di cui al comma 5. A tale fine, nello stato di previsione del Ministero dell’interno è istituito un fondo con una dotazione annuale pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020, a 10 milioni di euro per l’anno 2021, a 13 milioni di euro per l’anno 2022 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023. Il fondo è ripartito tra i comuni beneficiari con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. In ogni caso, la spesa complessiva per i contributi erogati ai beneficiari non può superare la dotazione annua del fondo di cui al secondo periodo.
7. I contributi di cui ai commi 5 e 6 sono erogati a decorrere dalla data di effettivo inizio dell’attività dell’esercizio, attestata dalle comunicazioni previste dalla normativa vigente.
8. Possono beneficiare dei contributi di cui al comma 5 i soggetti esercenti, in possesso delle abilitazioni e delle autorizzazioni richieste per lo svolgimento delle attività nei settori di cui al comma 2 che, ai sensi del comma 1, procedono all’ampliamento di esercizi già esistenti o alla riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi. Per gli esercizi il cui ampliamento comporta la riapertura di ingressi o di vetrine su strada pubblica chiusi da almeno sei mesi nell’anno per cui e’ chiesta l’agevolazione, il contributo è concesso per la sola parte relativa all’ampliamento medesimo.
9. I soggetti che intendono usufruire delle agevolazioni di cui al presente articolo devono presentare al comune nel quale è situato l’esercizio di cui ai commi 1 e 2, dal 1° gennaio al 28 febbraio di ogni anno, la richiesta, redatta in base a un apposito modello, nonché la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti prescritti. Il comune, dopo aver effettuato i controlli sulla dichiarazione di cui al periodo precedente, determina la misura del contributo spettante, previo riscontro del regolare avvio e mantenimento dell’attività. I contributi sono concessi, nell’ordine di presentazione delle richieste, fino all’esaurimento delle risorse iscritte nel bilancio comunale ai sensi del comma 6. L’importo di ciascun contributo è determinato dal responsabile dell’ufficio comunale competente per i tributi in misura proporzionale al numero dei mesi di apertura dell’esercizio nel quadriennio considerato, che non può comunque essere inferiore a sei mesi.
10. I contributi di cui al presente articolo sono erogati nell’ambito del regime de minimis di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, nei limiti previsti dal medesimo regolamento per gli aiuti di Stato a ciascuna impresa. Essi non sono cumulabili con altre agevolazioni previste dal presente decreto o da altre normative statali, regionali o delle province autonome di Trento e di Bolzano.
11. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2020.
12. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020, a 10 milioni di euro per l’anno 2021, a 13 milioni di euro per l’anno 2022 e a 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dal presente decreto.
(…)